lamiagente Un favoloso gruppo di amici

6nov/110

Fallimento epico

Google Reader, dopo Gmail, era uno dei più bei prodotti di Google. In particolare gli "shared items", che permettevano di condividere contenuti interessanti con gli amici.
Ora sono stati eliminati a favore di una fantomatica integrazione con Google+. Che assomiglia sempre di più ad un calderone che ha il solo scopo di contrastare Facebook.
State sbagliando tutto, cari amici di Mountain View. Pollice decisamente verso.

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26ott/090

La storia di Google in un paio di minuti

28ago/090

Il canto del cigno, ovvero gli editori cartacei Italiani sono alla frutta

[via camisanicalzolari.com]

leggo qui che la FIEG, invece di cambiare pelle e aiutare i propri associati ad aggiornarsi, e spostare buona parte degli investimenti sul digitale, toglie ogni dubbio sulla presunta lungimiranza e se la prende con Internet. E’ una vecchia storia che con la musica sappiamo com’è andata a finire…
La FIEG afferma, disperata “sono ancora molti gli italiani che non accedono ad Internet per i motivi più diversi, magari anche perché hanno fin qui preferito pagare la carta, in edicola o in libreria, per recuperare certe informazioni.”
A noi a questo punto viene da pensar male… Non è che i “motivi più diversi” sono che avete spaventato scientemente la popolazione Italiana?

Poi vanno da Bonaiuti, sperando nell’aiuto analogico…

Infine denunciano Google all’antitrust con una motivazione fuorviante, ovvero che “Google possa servirsi di Google News per consolidare la propria posizione nella gestione degli spazi pubblicitari online”.

Cari editori “cartacei”. Innanzitutto sappiate che dal cartaceo si può guarire… Ma a parte questo, dovete sapere che Google news l’avreste dovuto fare voi! Così come doveva essere l’industria della distribuzione discografica a creare il nuovo supporto iPod/iTunes e non un’azienda che faceva computer. Così come i produttori di carrozze non sono stati quelli che hanno prodotto le automobili…

Siete ancora in tempo, a dispetto di quanto si afferma nella nota “si rileva come vi siano significative barriere all’entrata derivanti degli ingenti investimenti irrecuperabili necessari per sviluppare e promuovere un motore di ricerca alternativo a Google”, perché mi pare di capire che qui la questione è google news e non Google search… E gli investimenti per sviluppare e promuovere un motore simile alternativo sono importanti ma non irrecuperabili”.

Forse non è quello il punto… Forse hanno sbagliato a investire troppo in stampatrici ultramoderne pensando a Internet come un gioco da ragazzi in attesa del secondo sboom… Ora però che il gioco si fa duro, si corre dalla maestra denunciando il cattivone che ha preso 10.

Prendete 10 anche voi! O morite continuando a pensare analogico… È l’invidua del pene, ovvero la carta i’m sorry, sarà anche affascinante, ma non è indicizzabile… Google invece indicizza…

27ago/090

Social Media Revolution

>Social Media Revolution

25ago/090

Internet non cambia le regole


[da La Stampa]

Con Internet è cambiato tutto alla scuola di giornalismo della Columbia University fondata a New York da Joseph Pulitzer: le vecchie macchine da scrivere sono finite in un’aula museo, i corsi sono tutti multimediali. Ma le regole del buon giornalismo sono rimaste le stesse del manuale News Reporting and Writing (alla sua 12ª edizione) di Melvin Mencher, professore emerito. Se n’è aggiunta solo una, piuttosto ingombrante: padroneggiare i nuovi media.

L’analfabetismo digitale non è plausibile nel giornalista del nuovo millennio, che deve sapersi destreggiare con la costruzione di siti Web, l’uso di gadget tecnologici e software di ogni tipo. «E’ la convergenza, bellezza» riassume il vecchio professore in una battuta all’ex alunna tornata a trovarlo nel venticinquennale della laurea. «Ma il mezzo più prezioso resta sempre il cervello».

E rispolvera «le regole»: 1. Farsi tante domande per capire la storia che si vuol raccontare, indipendentemente dal mezzo che si usa. 2. Occuparsi di cose che stanno a cuore, altrimenti l’indifferenza si rifletterà nel lavoro. 3. «Show, don’t tell»: non dire le cose, ma mostrarle. 4. I fatti separati dalle opinioni: cercare di mantenere un punto di vista il più obiettivo possibile per permettere ai lettori di formarsi la loro. 5. Dare sempre l’opportunità alla controparte di rispondere. 6. «Quotes up high»: far parlare gli interlocutori della storia, per darle vita e credibilità. 7. Controllare almeno due volte i fatti, i dati, i nomi. 8. Usare un linguaggio accessibile a tutti, ma essere precisi: soppesare ogni parola. 9. «Go with what you’ve got»: quando il tempo stringe, smettere di cercare e fare il meglio con quello che si ha. 10. Non affezionarsi alle parole ed essere pronti a tagliare. Solo così si diventa migliori.

www.lastampa.it/masera

28ago/080

Google Reader con parole semplici spiegato da Common Craft

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Google Reader, diffuso lettore online di Feed rss, è l’oggetto di questo video creato da Common Craft, sempre con parole semplici e con l’inconfondibile stile “in plain English”.

Dopo il salto trovate il video sottotitolato in diverse lingue (nel momento in cui scrivo manca l’italiano).

[via downloadblog.it]
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Da non perdere, per chi ancora non conosce quest'ottima applicazione su internet.
In realtà, ora, il video è sottotitolato anche in italiano.

28lug/080

RSS – cos’è, si mangia?

RSS sta per Relly Simple Sindacation.
E' uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti su Web.

E' il sistema che, attraverso un programma aggregatore, permette di essere aggiornati sui contenuti di determinati siti web. A scelta dell'utente. Anche questo blog, ad esempio.
Esistono anche aggregatori online, su web. Il migliore è sicuramente Google Reader.

Ecco qui uno dei mitici filmati divulgativi di Commoncraft.

Chiaro, no?