lamiagente Un favoloso gruppo di amici

1ago/080

Usa: scoperto sistema per immagazzinare energia solare in modo efficiente

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[da Il Corriere della Sera]

Studio Mit: disegnato un nuovo tipo di catalizzatore che permette di utilizzare il calore dei pannelli solari

BOSTON (USA) - Promette una vera e propria «rivoluzione» nell'uso dell'energia solare la scoperta fatta dagli ingegneri del Massachussets institute of technology (Mit) di Boston. In uno studio pubblicato dalla rivista «Science» hanno infatti descritto per la prima volta un modo per immagazzinare l'energia prodotta dai pannelli solari.

LA SCOPERTA - La scoperta è stata ispirata da uno dei passaggi della fotosintesi, in cui l'acqua viene scissa in idrogeno e ossigeno. Per riuscire a ripetere lo stesso procedimento i ricercatori hanno disegnato un nuovo catalizzatore, cioè una sostanza che favorisce una reazione ma che alla fine può essere recuperata intatta, poco costoso e che funziona a temperatura ambiente. Il sistema progettato prevede che l'elettricità prodotta ad esempio da un pannello fotovoltaico venga utilizzata, insieme al catalizzatore nuovo e a uno tradizionale, per scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno gassosi. Questi possono essere immagazzinati e utilizzati per alimentare delle celle a combustibile. «Questo è quello che cercavamo di fare da anni - spiega Daniel Nocera, che ha coordinato lo studio - l'energia solare è sempre stata limitata dal fatto che si interrompeva in assenza di sole. Adesso possiamo considerarla praticamente illimitata». Secondo i ricercatori, l'applicazione su larga scala del processo è molto facile e richiederà non più di dieci anni.

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Il petrolio così costoso ha anche molti aspetti positivi. Se non altro rende ancor più evidente l'insostenibilità di una società fondata quasi interamente sugli idrocarburi.
Inoltre, stimola la ricerca verso fonti di energia e sistemi alternativi.

Chissà. Se tanto mi da tanto... aspettiamo i 200$ al barile. ;-)
Non sono poi così lontani...

30lug/080

USA, 27 vampiri dell’energia in ogni casa

Riporto questo attualissimo articolo tratto da Punto Informatico.

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Roma - La domanda mondiale di energia sale continuamente: negli States sono ormai annosi i segnali che suggeriscono di por mano a buonsenso, spine e interruttori. Già: un recente studio dell'Electric Power Research Institute indica che oggi nella tipica casa statunitense si potrebbe risparmiare dal 7 all'11 per cento dell'energia solo riducendo il consumo degli accessori in stand-by.

"Abbiamo tutta la tecnologia che vogliamo nei nostri cellulari, nelle TV al plasma e nelle auto, ma quando si guarda all'elettricità, siamo allo stesso livello dei nostri nonni", dice al New York Times Ahmad Faruqui, economista di Brattle Group. E il quotidiano non risparmia di evidenziare altri strali dell'Electric Power Research Institute, secondo cui la tipica casa americana ha 27 apparecchi in stand-by, cioè 27 vampiri energetici che succhiano corrente elettrica 24 ore su 24, anche quando non vengono utilizzati.

Moltissime sono le tecnologie in studio ed altrettante quelle già disponibili per limitare questo fenomeno ma al fondo di tutto resta una sostanziale apatia, una indolenza che impedisce di agire sul classico interruttore dopo aver azionato il telecomando, o sulla "ciabatta" che disconnetta dalla rete tutti i dispositivi collegati. Senza contare che su certi apparecchi l'interruttore (quello vero) manca del tutto: per i costruttori rappresenta un'economia di produzione, i cui costi vengono semplicemente "traslati" sull'utenza finale, che li paga in termini di maggiori consumi energetici.

Nei maggiori paesi industrializzati, i vampiri sono tipicamente stereo, lettori DVD, computer, televisori, ricevitori satellitari, dispositivi che perlopiù che vengono sistematicamente "spenti" attraverso il telecomando o il pulsante di accensione. Tutte operazioni che non equivalgono ad un vero spegnimento: un pulsante è ben diverso da un interruttore.

Sebbene alcune case di produzione come Fujitsu-Siemens si siano impegnate nella produzione di apparecchi TV il cui stand-by sia il più "verde" possibile, manca ancora una fattiva e consapevole collaborazione degli utilizzatori finali, nessuno escluso: "La tecnologia (per risparmiare, ndr) è qui. Ma ritengo che (per vedere i risultati, ndr) si prospetti un orizzonte di oltre 10 anni", ammonisce Bill Ablondi, direttore analisi sistemi domestici di Parks Associates, azienda specializzata in consulenze di mercato.

Ancora una volta, dunque, giunge un richiamo da distribuirsi ad ampio spettro, nella consapevolezza che tanti piccoli watt fanno kilowatt, e tanti piccoli kilowatt fanno megawatt. Basta solo un po' di buona volontà: un sano, reale, rumoroso "clack" di un interruttore vero, di cui possono essere facilmente dotati tutti quegli apparecchi che non ne hanno: se adottato sistematicamente contribuirebbe a formare un bel gruzzolo di megawatt risparmiati. E un gran bel respiro di sollievo per il pianeta.

Marco Valerio Principato